Un monaco itinerante disse a Budda: "senza parlare o rimanere silenzioso mostrami la tua via". Budda lo guardò per un secondo e poi sorrise leggeremente. Il monaco si inchinò e disse: "Grazie nobile signore per avermi mostrato la via". E dopo essersi inchinato ancora se ne andò. Ananda chiese a Budda: "Come può un sorriso mostrare la via?" Budda rispose: "Quando il cavallo desidera andare anche l'ombra di una frusta lo fa muovere". "Un'ombra è un'assenza, come può fare qualcosa? replicò Ananda.
"Stai dicendo che un'assenza manca di presenza?" chiese Budda. "Suppongo di sì". "Eppure nel calore del mezzogiorno, cerchi
l'ombra di un grande albero.
Come può qualcosa che non c'è dare tanto sollievo? Chiese Budda.
Ananda non rispose.
"Colpire un cavallo morto con una vera frusta non lo fa muovere.
Stai attento a classificare le tue percezioni come vere o false, presenti o assenti. Quando la mente è totalmente presente
anche l'ombra di una frusta la farà muovere.
Da un caso del Mumonkan (libro di Koan)
modificato da Pete