Note sull’illuminazione
Jose Le Roy
"Dopo l’illuminazione quello che è più notevole è che il soggetto, il ‘me’ , non è più visibile.
La mia prima impressione fu di essere completamente scomparso dal mondo.
Quando accadde l’illuminazione ero in camera da letto. Apersi le finestra, come al solito,
e quello che vidi mi gettò in uno stato di totale sorpresa. C’era sempre, come al solito,
la parete dell’edificio di fronte, i tetti, il cortile, le pietre del patio, ma bagnate in una luce
che era incomprensibile e sublime. Questa visione del mondo la osservavo come per la
prima volta. Soprattutto io ero svanito dalla scena. Nessuno stava guardando il mondo!
Douglas Harding descrive con molta precisione la sua sorpresa per questa esperienza:
“Era letteralmente mozzafiato, Sembrava che avessi completamente smesso di respirare,
assorbito nel Dato. Ecco qui questa scena superba, luccicante brillantemente nell’aria tersa,
sola e non sostenuta, misteriosamente sospesa nel vuoto, e (questa era il vero miracolo,
la meraviglia e la delizia) totalmente libera da un “me”, non macchiata da alcun osservatore.
La sua totale presenza era la mia totale assenza, corpo e anima, più leggeri dell’aria,
più limpidi di un vetro, del tutto liberi da me stesso, non ero da nessuna parte.
Il ‘me’ così come l’avevo conosciuto prima era letteralmente svanito e al suo posto
c’era improvvisamente un vedere che non arrivava da nessuna parte, che non apparteneva
a nessuno, e che fissava l’Ignoto. Da allora un mistero è vivo nel cuore del mio essere:
il Vuoto. E’ diventato impossibile percepire il ‘me’, vedere se stessi. L’illuminazione
è la fine di un viaggio, la fine di una ricerca, perché il ricercatore non esiste più.
E’ esattamente come risvegliarsi da un incubo.
Questo vedere non può venire immaginato o concepito. Può solo essere vissuto.
Questa consapevolezza è totalmente diversa da quella quotidiana. La consapevolezza
quotidiana prende come riferimento il corpo-mente. Dopo il risveglio questo punto
di riferimento è scomparso. E’ straordinario perché da quel momento in poi la vita
viene vissuta a un nuovo livello e in una dimensione sconosciuta.
In realtà è il vecchio ‘me’ che scompare, il vecchio modo di vivere come un individuo
separato e localizzato nel tempo e nello spazio. Un nuovo ‘me’, il ‘me’ reale viene rivelato.
L’illuminazione non rimuove il senso personale, la sensazione di esistere, ma questa sensazione
di essere, questo ‘Io Sono’, è pura; non è più identificata con un individuo che si confronta con
degli altri individui. L ‘ Io Sono’ non è relativo, è assoluto; è una presenza senza limiti e
conscia di se stessa. La sensazione di essere vivi diventa ancora più intensa. Quando è
accaduto il risveglio è stato come risvegliarsi da un sogno, da un coma profondo, una morte.
L’ Io Sono’, di nuova scoperta, ha attributi divini. È al di là del tempo, al di là dello spazio,
senza limiti, senza dimensioni, conscio, vuoto, pieno, silenzioso e beato.
Così abbiamo un paradosso. Da un canto non c’è assolutamente nessun ‘me’, nessun
osservatore e dall’altro mi sento vivo come mai prima. Così abbiamo un mistero.
Mentre mi tuffo nel puro Vuoto rimango, tuttavia, me stesso; per grazia del puro Vuoto,
sono finalmente me stesso e questo ‘me’ non è nessuno."

..... san giovanni
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