martedì, giugno 28, 2005
 

Note sull’illuminazione

                                                                                   Jose Le Roy

 "Dopo l’illuminazione quello che è più notevole è che il soggetto, il ‘me’ , non è più visibile.

La mia prima impressione fu di essere completamente scomparso dal mondo.

Quando accadde l’illuminazione ero in camera da letto. Apersi le finestra, come al solito,

e quello che vidi mi gettò in uno stato di totale sorpresa. C’era sempre, come al solito,

la parete dell’edificio di fronte, i tetti, il cortile, le pietre del patio, ma bagnate in una luce

che era incomprensibile e sublime. Questa visione del mondo la osservavo come per la

prima volta. Soprattutto io ero svanito dalla scena. Nessuno stava guardando il mondo!

Douglas Harding descrive con molta precisione la sua sorpresa per questa esperienza:

“Era letteralmente mozzafiato, Sembrava che avessi completamente smesso di respirare,

assorbito nel Dato. Ecco qui questa scena superba, luccicante brillantemente nell’aria tersa,

sola e non sostenuta, misteriosamente sospesa nel vuoto, e (questa era il vero miracolo,

la meraviglia e la delizia) totalmente libera da un “me”, non macchiata da alcun osservatore.

La sua totale presenza era la mia totale assenza, corpo e anima, più leggeri dell’aria,

più limpidi di un vetro, del tutto liberi da me stesso, non ero da nessuna parte.

 

Il ‘me’ così come l’avevo conosciuto prima era letteralmente svanito e al suo posto

c’era improvvisamente un vedere che non arrivava da nessuna parte, che non apparteneva

a nessuno, e che fissava l’Ignoto. Da allora un mistero è vivo nel cuore del mio essere:

il Vuoto. E’ diventato impossibile percepire il ‘me’, vedere se stessi. L’illuminazione

è la fine di un viaggio, la fine di una ricerca, perché il ricercatore non esiste più.

E’ esattamente come risvegliarsi da un incubo.

Questo vedere non può venire immaginato o concepito. Può solo essere vissuto.

Questa consapevolezza è totalmente diversa da quella quotidiana. La consapevolezza

quotidiana prende come riferimento il corpo-mente. Dopo il risveglio questo punto

di riferimento è scomparso. E’ straordinario perché da quel momento in poi la vita

viene vissuta a un nuovo livello e in una dimensione sconosciuta.

 

In realtà è il vecchio ‘me’ che scompare, il vecchio modo di vivere come un individuo

separato e localizzato nel tempo e nello spazio. Un nuovo ‘me’, il ‘me’ reale viene rivelato.

L’illuminazione non rimuove il senso personale, la sensazione di esistere, ma questa sensazione

di essere, questo ‘Io Sono’, è pura; non è più identificata con un individuo che si confronta con

degli altri individui. L ‘ Io Sono’ non è relativo, è assoluto;  è una presenza senza limiti e

conscia di se stessa. La sensazione di essere vivi diventa ancora più intensa. Quando è

accaduto il risveglio è stato come risvegliarsi da un sogno, da un coma profondo, una morte.

L’ Io Sono’, di nuova scoperta, ha attributi divini. È al di là del tempo, al di là dello spazio,

senza limiti, senza dimensioni, conscio, vuoto, pieno, silenzioso e beato.

  

Così abbiamo un paradosso. Da un canto non c’è assolutamente nessun ‘me’, nessun

osservatore e dall’altro mi sento vivo come mai prima. Così abbiamo un mistero.

Mentre mi tuffo nel puro Vuoto rimango, tuttavia, me stesso; per grazia del puro Vuoto,

sono finalmente me stesso e questo ‘me’ non è nessuno."

 

 

 

 

postato da: vuotopieno alle ore 17:55 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, giugno 24, 2005

 

 

                                                                          ..... san giovanni

postato da: vuotopieno alle ore 09:43 | Permalink | commenti
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mercoledì, giugno 15, 2005
" L'illuminazione non è altro che questo:
una profonda comprensione che non c'è nessun problema.
Allora con nessun problema da risolvere
che cosa farai?
Comincerai subito a vivere.
Mangerai, dormirai, amerai, lavorerai,
chiacchererai, canterai, danzerai,
che altro c'è da fare? "
 
Osho
postato da: vuotopieno alle ore 22:48 | Permalink | commenti (6)
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martedì, giugno 07, 2005

.. ." Mantieni vivo il ricordo della tua vera natura,

 

anche mentre stai lavorando,

 

ed evita la fretta che ti fa dimenticare.

Sii deliberato.

 

 

 

Pratica la meditazione per acquietare la mente

 

e per farla diventare consapevole

 

del suo vero rapporto col Sé

 

che la sostiene.

 


Non immaginare di essere tu che stai facendo il lavoro.

 

Pensa che è la corrente di sottofondo che lo sta facendo.

 

Identificati con la corrente."

 



 Sri Ramana Maharshi, "Sii come sei"
Gli insegnamenti di Sri Ramana Maharshi
a cura di David Godman

postato da: vuotopieno alle ore 08:17 | Permalink | commenti (6)
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lunedì, giugno 06, 2005

....................... . ...

postato da: vuotopieno alle ore 12:40 | Permalink | commenti (2)
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