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pag.189 . . . " la morte era nella casa: amavo quei contadini,sentivo il dolore e l'umiliazione della mia impotenza. Perchè allora una così grande pace scendeva in mè?
Mi pareva di essere staccato da ogni cosa, da ogni luogo, remotissimo da ogni determinazione, perduto fuori dal tempo, in un infinito altrove. Mi sentivo celato, ignoto agli uomini, nascosto come un germoglio sotto la scorza dell'albero: tendevo l'orecchio alla notte e mi pareva di essere entrato, d'un tratto, nel cuore stesso del mondo. Una felicità immensa, non mai provata, era in mè e mi riempiva intero, e il senso fluente di un'infinita tenerezza."....
da "cristo si è fermato a eboli" di carlo levi






