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" La qualità particolare dell’Afghanistan è una solennità mai perduta. Quando ci stavamo preparando per il viaggio lessi una frase dal diario del primo inglese che visitò Kabul. “Ho trovato” scriveva, “i resti organici di un mondo passato.” Proprio per questo aspetto valse la pena mettersi in viaggio per un paese dove non vi erano rovine da ammirare, ma che era legato organicamente alle tracce del tutto vivente. Da allora la corrente è stata interrotta più e più volte, quel mondo è stato violentemente dilaniato da conflitti terrificanti e i resti, non più organici, sono ora disseminati in un limbo di dolore e di oscurità.
In quei giorni a Kabul si respirava un’aria di magia. Non la magia sognante di muri imbiancati e di profumi che noi proiettiamo su Le mille e una notte, ma una magia grezza del colore della terra, come i muri di fango e i sentieri di fango, una magia radicata in questo mondo, rude e dura, trasformata da una qualità insita nelle persone stesse. L’incanto dell’Afghanistan, che anni dopo mi avrebbe riportato lì a girare Incontri con uomini straordinari, era nelle persone, nella qualità invisibile dei loro rapporti, in un senso di presenza religiosa riconosciuta apertamente, . . ."
trovato qui http://www.cinetecadibologna.it/lumi/2001_8/brook.htm
dopo aver visto il film....
" Meetings with remarkable men ", il film che Peter Brook realizzò nel 1979 ispirandosi all’autobiografia di G. I. Gurdijeff. ....


